SARDEGNA DIVING
percorriamo un itinerario alla scoperta delle più belle immersioni dell'isola

Grotte di Alghero - Secche e grotte di Bosa - Relitti e secche di Cagliari - Relitto di Orosei - Secche di Tavolara - Secche delle Bocche di Bonifacio

programma itinerante 7giorni 6 notti 12 immersioni

 

€ 1480 

tutto compreso (immersioni, alloggio, pasti, trasporti).

 

Programma base con arrivo sullo scalo aereo di Alghero:

giorno - arrivo in aeroporto - incontro con lo staff - registrazione.

Imbarco per raggiungere i siti d’immersione nell’area di Capo Caccia.

Immersione nelle cavità della Grotta di Nereo e di Falco.

Trasferimento nella cittadina di Bosa.

Ore 8,00 cena e pernottamento.

 

giorno - ore 8,00 appuntamento con lo staff.

Trasferimento in gommone sino ai siti d’immersione di Capo Marrargiu.

Immersione nella Secca di Capo Marrargiu e nella Grotta dei Pellicani (pranzo al sacco)

Ore 8 cena e pernottamento a Bosa.

 

giorno - ore 7,00 trasferimento in pulmino presso Villasimius nel Golfo di Cagliari.

Ore 9,30 imbarco e navigazione per l’immersione sul relitto del Romagna e nella Secca dell’Arco - (pranzo al sacco).

Trasferimento a Cala Gonone.

Ore 8 cena e pernottamento.

 

giorno - Ore 8,30/9,00 imbarco e navigazione per l’immersione nel relitto del KT 12.

Prima immersione sul troncone principale - seconda immersione sulla prua (pranzo al sacco).

Ore 8 cena e pernottamento a Cala Gonone.

 

giorno - ore 8,00 trasferimento nell’imbarco di Porto San Paolo. 

Imbarco e navigazione sino al sito d’immersione della Secca del Papa dove si effettueranno due distinti tuffi - Papa 1 e Papa 2 - (pranzo al sacco).

Trasferimento nella cittadina di Santa Teresa di Gallura.

Ore 8 cena e pernottamento.

 

giorno - Ore 8,00 imbarco e navigazione nelle bocche di Bonifacio per raggiungere il primo sito di immersione nell’isola di Lavezzi per l’immersione alla Citta delle Cernie. Secondo tuffo nella Secca di Spargi.

Trasferimento a Bosa.

Ore 8 cena e pernottamento.

 

giorno - Partenza

 

 

Il programma si sviluppa con un minimo di 5 partecipanti e un massimo di 8.

Contattaci per avere il calendario settimanale dei tour a partire dalla prima settimana di Giugno 2019.

per programmi, date e prenotazioni scrivici su  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

COSA E’ RICHIESTO

- Brevetto di secondo grado o advanced specialità Deep;

- Trenta immersioni certificate;

- Assicurazione DAN o simile.

 

IL PROGRAMMA COMPRENDE

Accoglienza del nostro personale presso l’aeroporto di Alghero;

Transfert con mezzo privato di Sardinia Exsperiences; 

12 immersioni in sei siti diversi lungo le coste della Sardegna;

Uso delle attrezzature subacquee;

Passaggio barca/gommone;

Guida subacquea;

Pranzi al sacco e cene (variabili a seconda dello sviluppo del programma);

Pernottamento in camere doppie, triple o quadruple (Hotel o bed end breakefast);

Assistenza tecnica generale su tutti gli aspetti del programma.

 

IL PROGRAMMA NON COMPRENDE

Spese aeree o del traghetto per raggiungere la Sardegna;

Bevande (vino, birra e bibite in genere);

Il Nitrox;

Mance;

Camera d’hotel singola pagamento extra.

 

 

 

DESCRIZIONE DELLE PRINCIPALI  IMMERSIONI

NB. L’ordine delle escursioni, i siti di immersione e gli itinerari subacquei proposti nel programma potrebbero subire variazioni in funzione delle condizione meteo marine.

 

Alghero

Grotta di Nereo

Profondità massima: -32 metri

Profondità media: -15 metri.

Estensione del ramo principale: circa 300 metri.

Corrente: assente:

Ubicazione: Promontorio di capo Caccia ai piedi della falesia.

E’ considerata la grotta marina sommersa più grande del Mediterraneo. Si trova nel nord-ovest della Sardegna, sotto il massiccio calcareo di capo Caccia, all'interno dell'AMP Capo Caccia, a circa 200 metri di distanza dalla grotta di Nettuno e a pochi chilometri da Alghero.

Per la sua grande vastità e spettacolarità, abbinata alla facilità di accesso già a pochi metri di profondità, nonché al grande numero di subacquei che vi si immergono ogni anno, è considerato uno dei santuari del mare e dei subacquei. Si estende per circa 300 metri di lunghezza ed ha percorsi e tunnel per uno sviluppo di oltre 500 metri. Ospita praticamente la più completa varietà di specie che è possibile osservare nel Mediterraneo tra pesci, crostacei, spugne e coloratissima vita sessile. Grazie alle leggere correnti che si formano nei vari tunnel, e quindi al costante apporto di nutrimento, la vita sessile incrostante è molto rigogliosa con la presenza del pregiato corallo rosso e di spettacolari estensioni di Parazhoanthus (margherite di mare) e Leptopsammia. Inoltre si fanno ammirare grandi cernie, enormi gronghi, aragoste, astici, cicale, corvine, murene e tutte le specie più apprezzate dai subacquei. È uno dei luoghi più adatti per effettuare riprese sia fotografiche che video ed ovviamente è la meta preferita di tanti subacquei da ogni parte del mondo.

Gli ambienti dalle grandi dimensioni, l’andamento e la forma dei cunicoli, permettono di sviluppare vari percorsi configurabili anche ad anello.

Tra i vari percorsi il più facile, ma anche il più suggestivo, si sviluppa negli “Archi di Nereo”, rimanendo sempre in sicurezza nei pressi delle acque libere. Una dedalo di ingressi, di passaggi e logge sovrapposte danno luogo a una serie di suggestivi ambienti e terrazzamenti che si affacciano nel turchino ad una profondità che non supera i 18 metri. Gli ambienti prossimi alle acque libere, sempre discretamente illuminati sono rifugio di grosse cernie e crostacei e numerose altre specie di pesci che stazionano frequentemente in prossimità degli archi. La vita sessile si esprime ai massimi livelli con spettacolari colonie di Parazohantus e rametti di corallo rosso.

Per i più esperti e disinvolti si può percorrere il condotto principale che ha la forma di una grande A. E’ preferibile iniziare il percorso dal settore più profondo per terminare l’immersione in prossimità degli ingressi in cui le profondità sono più limitate. Raggiuntio l’ingresso a -32 metri, nel versante nord-ovest seguendo la ripida falesia, si imbocca un corridoio mediano, una sorta di scorciatoia, che conduce agli archi a quota -15, nel settore meridionale della grotta. A questo punto si può percorrere imboccando a sinistra il condotto principale che conduce nel cuore della caverna e poi verso le imboccature principali senza il rischio di perdersi. Dopo un centinaio di metri, nuotando nel buio più completo, si intravede la luce di alcune aperture sia profonde (da dove si ha avuto accesso) e di altri a mezza parete, dove è conveniente terminare l’immersione.

 

Alghero

Grotta di Falco (2° immersione)

Profondità massima: -15 metri

Profondità media: - 10/12 metri.

Estensione del ramo principale: circa 50 metri lineatri.

Corrente: assente:

Ubicazione: A ridosso del Promontorio di Punta Giglio ai piedi della falesia.

Situata a circa metà strada tra Capo Galera e Punta Giglio, in un tratto particolarmente ricco di grotte e caverne. L’immersione ha luogo con l’imbarcazione ormeggiata in vicinanza della parete la quale presenta un grande antro visibile anche dall’esterno.

L’itinerario subacqueo si sviluppa intorno ad un grande colonnato distinto da due ingressi. La profondità non oltrepassa i 14/15 metri mentre il fondale, cosparso di massi e di detriti staccatisi dalla volta, diventa irregolare con un grande gradone, in corrispondenza del sifone che conduce nel laghetto aereo. La volta è sempre piatta e regolare e si insinua in settori irragiungibili della cavità dove trovano rifugio grandi esemplari di cernie, gronghi e aragoste. Anche in questa grotta gli organismi sessili esprimono il massimo della colonizzazione soprattutto con grandi esemplari di Parazohanthus e una ricca colonia di corallo rosso presente già da quota 6 metri.

La caratteristica di questa grotta è la possibilità di riemergere, liberarsi dell’equipaggiamento subacqueo e passeggiare lungo uno straordinario percorso aereo che si estende per un centinaio di metri. Questo singolare percorso è costellato di meraviglie della natura: stalattiti, stalagmiti cannule e concrezioni di ogni genere che rendono questa grotta unica nel suo genere a livello turistico. In un angolo ben in vista si trova la targa in ricordo di Ennio Falco, pioniere della subacquea e scopritore della cavità.

 

Bosa:

Secca di Capo Marrargiu

Profondità massima: -36 metri

Profondità media: - 12/18 metri.

Corrente: spesso presente di intensità medio alta.

Ubicazione: Promontorio di Capo Marrargiu.

Le secche di Capo Marrargiu si innalzano da un fondale sabbioso che si stabilizza tra i 36/38 metri. La formazione principale si localizza al largo dello stesso promontorio ed è costituita da rara roccia di Andesita di composizione vulcanica, che solo in questo tratto della costa sarda da luogo a paesaggi e formazioni di questo genere. Interessa una vasta superficie di mare con numerosi pinnacoli che raggiungono i 5/6 metri di profondità. Numerosi canyon e pareti strapiombanti insieme ad archi e grotte sono la caratteristica di questo sito subacqueo che per le caratteristiche biologiche e geomorfologiche viene considerato uno delle tappe d’immersione più suggestive della Sardegna. Il settore meno profondo è popolato da un grande sciame di castagnole e una famiglia di barracuda. Le pareti e il canyon principale sono colonizzate da Parazohantus e grossi alcionari.

Itinerario: Dal punto meno profondo, nel settore est, si inizia la discesa sul cappello, quasi sempre investito da una sensibile corrente. Si nuota lungo un profondo canalone orientato che ci guida sino al bordo di una parete che sprofonda netta oltre 30 metri. Una vistosa spaccatura è dimora di varie specie di pesci. Sul fondo detritico si segue la base della secca in senso orario riguadagnando progressivamente i settori meno profondi che invitano ad altri itinerari.

E’ possibile, con tutte le cautele, visitare una singolare cavità vulcanica subacquea detta Grotta dei Saggi (massimo 2 /3 subacquei). L’ingresso, posto alla base di un’arco all’interno di un canyon, è rappresentato da una stretta frattura che permette l’accesso solo ponendosi di fianco. La caverna si allarga in un ampio ambiente dal fondo in parte fangoso ma ricco di colori e di vita in genere.

Cosa si vede: Saraghi, corvine, gronghi, murene, cicala, aragoste, dentici, cernie, organismi bentonici, corallo rosso.

 

Bosa (2° immersione)

Grotta dei Pellicani

Profondità massima: -20 metri

Profondità media: - 10/12 metri.

Corrente: Assente

Ubicazione: Promontorio di Capo Marrargiu.

Le grotte di Capo Marrargiu si sono generate grazie alla forza meccanica e d’urto dei marosi in corrispondenza di punti deboli della compagine rocciosa vulcanica. In particolare la Grotta dei Pellicani presenta dimensioni tali e caratteristiche geomorfologiche insolite e di interesse scientifico. Presenta due distinti rami e percorsi: il primo a carattere esclusivamente subacqueo percorrendo un meandro nel quale  è sempre possibile interrompere l’immersione e riaffiorare in totale sicurezza. Il settore mediano di questo ambiente è caratterizzato da una colata di calcite e da piccole stalattiti che sfiorano l’acqua, ben in evidenza sulla roccia vulcanica. Il secondo percorso è fruibile esclusivamente in ambiente aereo: un’ampia frattura laterale, rispetto all’andamento del meandro principale, potrà essere raggiunta a nuoto. Aiutati da alcune corde e da piccoli tratti di scale, appositamente installate, si potrà raggiungere il salone superiore interessato da un forte stillicidio e spesso da un laghetto pensile. Questo è il cuore della grotta: la sala si sviluppa in altezza per oltre 30 metri e le pareti vulcaniche sono state interamente ricoperte da speleo temi di calcite. Un fenomeno raro quanto straordinario per le grotte di genere vulcanico tanto che viene considerata unica nell’intero panorama delle cavità marine del Mediterraneo.

La discesa inizia esplorando il meandro subacqueo, sufficientemente largo e lungo circa 80 metri, sempre privo di sedimenti. All’ingresso della grotta il fondo è situato a – 11 metri, per arrivare ai soli 2 metri del settore finale. In questo percorso si può riemergere in qualsiasi punto. Sulla volta è possibile osservare colate di calcite, aragonite e altri minerali. Terminata l’esplorazione della caverna l’immersione prosegue seguendo l’andamento della costa per raggiungere ed esplorare altre piccole grotte.

L’immersione termina con l’esplorazione di alcuni canyon e grandi macigni dove si osservano famiglie di saraghi ed esemplari di aragoste.

Nella pausa tra la prima e la seconda immersione verrà effettuata l’esplorazione del ramo aereo.

 

Villasimius

Relitto del Romagna

Profondità massima: -42 metri

Profondità media: - 35 metri.

Estensione del troncone principale: circa 60 metri.

Corrente: spesso presente di intensità medio alta.

Ubicazione: Golfo di Cagliari.

La sorte del piroscafo cisterna Romagna fu segnata da un disastro strategico della Marina Militare Italiana. Il fatidico 2 agosto 1943 infatti, mentre trasportava un prezioso carico di carburante da Arbatax verso il porto di Cagliari, impattò contro una mina di un reticolato di posa recente e mal segnalato da terra al capitano della nave.

La deflagrazione della mina, combinata al carico di carburante presente nelle stive, ebbe degli effetti devastanti tanto che la prua si staccò di netto inabissandosi immediatamente mentre la restante sezione di poppa, alla deriva e priva di governo, continuò la sua corsa inabissandosi anch’essa a circa mezzo miglio di distanza dal punto d’impatto con la mina.

Oggi possiamo osservare il troncone di poppa, lungo circa una sessantina di metri, adagiato in perfetto assetto di navigazione su un fondale sabbioso a 42 metri di profondità, con il ponte e tutte le sovrastrutture che si innalzano sfiorando i 30 metri.

Il relitto è letteralmente avvolto da una quantità straordinaria di anthias, castagnole, menole e saraghi che a volte ne lasciano appena intravedere la struttura, mentre tra le lamiere contorte trovano rifugio grosse cernie, scorfani, murene e gronghi. Notevole pure la quantità di spirografi e nudibranchi.

Suggestiva la vista dell’elica e del grtande timone, perfettamente conservati, che valgono da soli l’immersione su questo relitto, considerato meritatamente uno dei più belli del Mediterraneo.

Il punto di discesa è segnalato generalmente da due pedagni o cime guida (uno prodiero ed uno poppiero) che facilitano sia l’ormeggio dell’imbarcazione che la discesa. Giunti sulla coperta del relitto a -35 metri è importante stabilire la direzione da prendere in base alla corrente. Se questa è assente è meglio iniziare l’immersione nelle lamiere di prua dove è possibile incontrare dei grossi esemplari di Epinephelus marginatus per poi spostarsi lungo le alte murate e giungere nella parte poppiera. Con la presenza di corrente è importante iniziare contro-corrente, magari a ridosso di una delle murate della nave. Nel tragitto prua-poppa si possono osservare le migliaia di ofiure che tappezzano il fondo sabbioso ed i grossi saraghi pizzuti che nuotano a mezz'acqua. Una sosta nella poppa ci consentirà l’osservazione delle grosse pale dell’elica e del timone, per poi risalire di 4-5 metri sul castello di comando. Si procede di nuovo verso la coperta per uno sguardo alla vasca da bagno del comandante e magari affacciarsi dentro le stive.

 

Villasimius

Secca dell’Arco

Profondità massima: -19 metri

Profondità media: - 15 metri.

Corrente: assente.

Ubicazione: Golfo di Cagliari.

L’immersione si svolge al largo della spiaggia del “Poetto” su un caratteristico punto facente parte di un’antica linea costiera consolidatasi per diverse centinaia di metri. 

Scendendo lungo la cima dell’ancora, ad una profondità di 14m, è possibile scorgere il “tetto” di questa particolare struttura formata dai caratteristici blocchi di granito, mentre il fondale misto tra sabbia, roccia e praterie di poseidonia fa da contorno al tutto attorno ai 19m.

Tutt’attorno alla struttura granitica nuotano banchi di castagnole, saraghi e uno stanziale banco di barracuda talvolta di notevoli dimensioni, mentre i numerosissimi anfratti creano un habitat ideale per cernie brune, corvine, murene, polpi e numerosi nudibranchi.

Particolarità di questa immersione è una suggestiva struttura ad arco, facilmenbte percorribile, formata da alcuni blocchi granitici sovrapposti al cui interno si creano dei bei giochi di luce. Data la profondità non elevata, è adatto a subacquei di tutti i livelli.

 

Cala Gonne

Relitto KT 12

Profondità massima: -34 metri

Profondità media: - 30 metri.

Estensione del troncone principale: circa 50 metri.

Corrente: non frequente

Ubicazione: Golfo di Orosei

Era una nave da guerra tedesca. Oggi è un covo per i pesci e una meta per i sub. Appoggiato sul fondale in posizione di navigazione, il KT12 non è mai arrivato a destinazione. Ma questo relitto nasconde tante storie. Nel Mediterraneo vi sono migliaia di relitti, dire che è il più bello è un po’ una forzatura, certamente è uno dei più fruibili, uno dei più piacevoli da visitare. Il KT12 ha delle caratteristiche che lo rendono ideale da esplorare e fotografare per via della quota in cui è adagiato, praticamente ideale per i sub che possono facilmente raggiungere le strutture a 34 metri, su un fondo di sabbia chiara, con condizioni di luce ottime e in perfetto assetto di navigazione. E’ un relitto con una storia definita: sappiamo cos’è e cosa gli è successo.

Si localizza a poca distanza dalla costa di Orosei, di fronte alla spiaggia di Osalla a circa 34 metri di profondità. Il relitto del KT12, è ciò che resta di una nave da guerra tedesca affondata durante la Seconda guerra mondiale. Oltre al fatto che si trova adagiato sul fondale come se stesse navigando, ad attirare l’attenzione è il cannone di poppa puntato verso l’alto, come se volesse ancora difendersi da un potenziale pericolo aereo. Ma per il KT12, partito da Livorno con direzione il Nord Africa, e mai giunto a destinazione, il pericolo arrivò dal basso. Era il 10 giugno del 1943 quando questa nave tedesca che trasportava 30 uomini e molto carburante venne colpita da un sommergibile britannico, il temibile Safari, responsabile anche di molti altri affondamenti. La nave si spezzò in due: la prua, colpita dal siluro, andò subito a fondo, mentre il resto dell’imbarcazione sparì sott’acqua circa 40 minuti dopo. Il carburante che trasportava prese fuoco e si sparse sulla superficie del mare, trasformando la superficie in una trappola infernale per molti marinai.

L’immersione inizia seguendo una cima assicurata ai resti degli automezzi sparsi sul fianco del relitto. Una volta arrivati a – 32 si intravedono i resti di un camioncino fuoriuscito dalla nave al momento dell’affondamento. Il KT 12 si trova a pochi metri di distanza inerte e silenzioso. Con pochi colpi di pinne si raggiunge la fiancata di dritta e si procede verso la poppa dove sono ben visibili le eliche e il timone ancora al loro posto. Mantenendo il relitto alla propria sinistra si prosegue verso prua seguendo le battagliole sino alle sovra strutture in gran parte contorte. Le enormi stive e i bagli ancora in buono stato di conservazione permettono ai sub di addentrarsi nelle stive senza pericoli di sorta. Si esce poi dallo squarcio di prua e si ritorna sul lato di sinistra dove recentemente si sono collassate le lamiere della plancia. Si raccomanda di non fare penetrazione in questo settore. L’immersione termina sulla poppa della nave su cui svetta ancora in buone condizioni un cannoncino. 

Il relitto è diventato “un’oasi nel deserto” ed abitato da innumerevoli specie di pesci tra i quali: cernie, cicale di mare dalle grosse dimensioni, gronghi ed ovviamente nuvole di castagnole.

 

Cala Gonone (2° immersione)

Prua KT 12

Profondità massima: -30 metri

Profondità media: - 27 metri.

Estensione del troncone principale: circa 20 metri.

Corrente: non frequente

Ubicazione: Golfo di Orosei

Itinerario che si programma per la seconda immersione. Dopo una pausa di circa un’ora trascorsa a bordo dell’imbarcazione si iniziano le procedure per l’immersione. La discesa avviene lungo un pedagno assicurato alle lamiere del relitto. Si gira intorno alla prua del KT esplorando ed eseguendo fotografie. Tempo di permanenza massima 15’.

Cosa c'è da vedere : prua del relitto KT, staccatasi dal corpo principale dopo l'impatto col siluro lanciato nel giugno del ’43 dal sottomarino “Safari”. 

Giace a 30 mt di profondità su di un fondale sabbioso a 150 mt in direzione Sud dal relitto principale.

Visitabile solo la parte esterna, è abitato da branchi di corvine ed un enorme grongo.

 

Porto San Paolo

Secca del Papa 1 e 2

Profondità massima: -45 metri

Profondità media: - 25/30 metri.

Corrente: spesso presente di intensità medio alta.

Ubicazione: Isola di Tavolara.

La secca si localizza al largo del versante est di Punta del Papa nell’Isola di Tavolara, appena all'esterno della Zona A. Dal fondo detritico da circa 45 metri di profondità si sollevano una sequenza di rilievi calcarei che proseguono sott’acqua. La secca è divisa in due da un canale sabbioso (Papa 1 e Papa 2) e il colmo del primo rilievo è a 15 m, il secondo è a 24 m. Ciascuna delle due parti è servita da un gavitello di ormeggio posizionato dall’AMP. Gli aspetti caratterizzanti del sito sono principalmente due: l'ambiente coralligeno e la straordinaria presenza di pesce. Il coralligeno si qualifica per la diffusa presenza di gorgonie paramuricea (Paramuricea clavata) nella variante di colore che vira dal rosso al giallo e per le ripide pareti colonizzate dal parazohantus, note come margherite di mare. L'insieme delle secche è uno straordinario attrattore per pesci di grandi dimensioni che si mostrano con confidenza ai subacquei. Le grandi cernie sono molto numerose, circondate dagli esemplari più piccoli; sciami di corvine sostano negli avvallamenti tra i rilievi; dotti, saraghi maggiori e pizzuti si spostano in cerca di cibo, mentre grandi dentici si lasciano spesso avvicinare dai subacquei. Vi sono poi presenze stagionali di ricciole, palamite, lampughe e, a volte, mobile o pesci luna.

L'immersione è consentita solo tramite i centri d'immersione autorizzati che ci condurranno su uno dei due gavitelli che caratterizzano i due colmi della secca, Papa 1 e Papa 2, separati da un canale sabbioso. Il colmo del primo rilievo è a 15 m, il secondo è a 24 m mentre attorno il fondale si spinge fino a 40-45 metri.

L'immersione del Papa 1, è la più facile perché si conclude attorno ai 30 metri. Inizia con la discesa sotto il gavitello in mezzo a sciami di castagnole ed altri pesci fino a raggiungere il fondo a -15 metri. Qui si origina una falesia di oltre 20 metri ammantata di specie tipiche del coralligeno: straordinarie distese di gorgonie rosse, anche nella variante cromatica rossa e gialla, margherite di mare, spugne e alghe incrostanti multicolori, sono solo una delle peculiarità di questo sito d’immersione considerato tra i più suggestivi del Mediterraneo. Non appena gli occhi si sono abituati si cominciano a scorgere un gran numero di cernie che accompagnano nell'immersione e che si possono vedere anche più in basso attorno ai 40 metri. Oltre a queste regine del mare, si incontrano gruppi di saraghi, dentici, corvine, polpi, murene, nudibranchi e crostacei. In risalita è consigliato guardare ogni tanto verso la superficie soprattutto in estate perché la secca richiama nelle sue acque ricciole e palamite.

 

Porto San Paolo

Secca del Papa 2 (2° immersione)

Profondità massima: -45 metri

Profondità media: - 25/30 metri.

Corrente: spesso presente di intensità medio alta.

Ubicazione: Isola di Tavolara.

 

Stessa procedura della secca del Papa con itinerario, paesaggio e fauna simile. 

 

Porto Quadu/Santa Teresa

Citta delle Cernie

Profondità massima: -35 metri

Profondità media: - 25 metri.

Corrente: assente.

Ubicazione: Isola di Lavezzi (Comune di Bonifacio - Corsica).

Nelle acque di Lavezzi si pratica una non comune attività subacquea che consiste nell'immersione subacquea finalizzata all'incontro pacifico con la cernia bruna che avviene ad una profondità che varia dai 20 fino ai 35 metri ed in cui ne vive un numeroso gruppo forse unico nel Mediterraneo. Mérouville (la città delle cernie), è il nome in francese dato ad una secca di Lavezzi dai numerosi subacquei che la frequentano. La si può raggiungere via barca o gommone partendo da alcuni scali della Sardegna Nord di cui il meno distante e il porticciolo di Santa Teresa di Gallura, con circa 25 minuti di navigazione.

Da diversi anni queste acque sono diventate riserva marina pertanto, essendone proibita la caccia subacquea ed ogni altra forma di pesca o cattura, questi serranidi non temono l'uomo ed è facile trovarli radunati intorno ad uno sperone che risale dal fondo del mare giungendo fino a 18 metri. Nella sua parte superiore ne vivono in permanenza una trentina che si lasciano avvicinare senza dimostrare fastidio o paura.

Gli esemplari più giovani sono addirittura invadenti disposti ad avvicinarsi ai visitatori o a farsi fotografare con meno prudenza dei loro genitori, più voluminosi, dallo sguardo indagatore e lenti nei movimenti. Ai fini della tutela della specie la direzione della riserva di Lavezzi sconsiglia ai subacquei di gettare o porgere del cibo alle cernie poiché si preferisce mantenere questi animali indipendenti dal cibo regalato e cosa che se continuasse ad avvenire inciderebbe negativamente sulla consuetudine alimentare degli stessi.

Lo spettacolo è incredibile, affascinante ed indimenticabile: immergendosi lungo la cima del gavitello ci si trova subito avvolti da nuvole di saraghi, occhiate, tanute che ti accompagnano fino a 20 metri di profondità, dove ti attendono loro, le padrone di casa: decine di cernie che raggiungono anche i 35 kg di peso corporeo. Senza alcun timore vengono incontro al subacqueo per essere coccolate e facilmente fotografate.

Dalle tane e dagli spacchi di granito appaiono molto più timidamente murene, elegantissime corvine o baffute mustele, che fanno capolino tra spuntoni di roccia e gorgonie colorate. Le cernie, che ti seguono come animali mansueti per tutta la durata dell’immersione, costituiscono sicuramente l’attrazione principale.

Sono frequenti anche gli incontri con dentici e ricciole, che si materializzano nel blu come d’incanto.

 

 

Porto Quadu/Santa Teresa (2° immersione)

Secca di Spargi

Profondità massima: -25metri

Profondità media: - 15 metri.

Corrente: assente o leggera.

Ubicazione: Arcipelago della Maddalena.

E’ formata da un vasto rilievo roccioso il cui cappello arriva fino a 6 metri dalla superficie.

È costituito da enormi blocchi granitici, erosi in ambiente aereo, circondati da massi, frane, tafoni e avvallamenti che nei punti più profondi superano di poco i 25 m. I percorsi possibili, numerosi e vari, si dipartono dai quattro gavitelli ancorati al fondo che giungono a circa 4 m dalla superficie, ben individuabili in condizioni meteo non avverse.

Il caratteristico contrasto tra le zone illuminate, ricoperte da un feltro di alghe fotofile, e le zone in ombra, dove si raggruppano migliaia di organismi animali di tutti i colori, è il filo conduttore dell'immersione, assieme alla abbondanza e alla varietà di pesce. Le grandi cernie, corvine, saraghi, dentici e barracuda hanno un atteggiamento confidente e si lasciano facilmente avvicinare. Nelle zone in ombra, la specie protetta più diffusa è la spugna gialla Aplysina cavernicola, tipica di ambienti con scarsa illuminazione, mentre la popolazione di gorgonie rosse impreziosisce il paesaggio con colonie insediate alle maggiori profondità.

 

COLLEGAMENTI AEREI SU ALGHERO 

PARTENZA DA MILANO LINATE (Alitalia)ARRIVO SU ALGHERO

PartenzaOre 9,40  Ore 10,45       Arrivo Ore 21,15Ore  22,20

 

PARTENZA DA MILANO MALPENSA (dal 31 marzo Easyjet)

Consultare il sito easyjet

 

PARTENZA DA BERGAMO (Ryanair)

Partenza Ore 12,40                     Arrivo Ore 14,00

 

PARTENZA ROMA FIUMICINO (Blue Air)

Partenza Ore  9,40.                    Arrivo Ore  10,45

Partenza Ore 14,20                    Arrivo Ore  15,25

Partenza Ore 21,30.                   Arrivo Ore  22,35

Partenza Ore 7,30.                     Arrivo Ore 10,45

Partenza Ore 19,00.                   Arrivo Ore 22,20

 

PARTENZA DA BOLOGNA (Ryanair)

Partenza Ore 11,40.                   Arrivo Ore. 13,00

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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